In casa Roma è alta tensione tra Gasperini e la società ma un momento di forte emozione ha colpito il tecnico in conferenza stampa.
Sono settimane di forti tensioni in casa Roma tra campo e discussioni in società. Protagonisti i vertici dirigenziali e mister Gian Piero Gasperini, reduce da un botta e risposta a distanza con Claudio Ranieri. Intervenuto in conferenza stampa, l’allenatore della formazione giallorossa ha fatto alcune precisazioni, salvo poi allontanarsi all’improvviso dopo aver parlato dell’Atalanta e di Antonio Percassi.

Roma: la premessa di Gasperini su Ranieri
In vista della gara contro l’Atalanta, Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, ha parlato della sfida ma anche delle recenti tensioni con la società. In particolare del botta e risposta a distanza con Claudio Ranieri, dirigente giallorosso. “C’è stata un’intervista venerdì scorso di Ranieri che ha creato delle situazioni, per me è stata una sorpresa incredibile. Non c’è mai stato un tono diverso tra me e Ranieri, sia nelle conferenze che abbiamo fatto, che nei rapporti tra noi due”, ha detto.
Gasp ha quindi ribadito: “Non me lo aspettavo. E in tanti mesi non avevo mai ricevuto questi toni. Da quel momento mi sono preoccupato, intanto, di non rispondere e, poi, di cercare di non creare nessun tipo di danno e difficoltà alla squadra o ai tifosi della Roma”, ha chiosato sperando di potersi concentrare, adesso, solo sul calcio giocato.
Le lacrime e la fuga dalla sala stampa
Dopo aver analizzato la gara e fatto il punto della situazione, però, Gasp è stato protagonista di un momento di particolare commozione. Parlando di Antonio Percassi e dell’Atalanta, il tecnico si è lasciato andare praticamente alle lacrime. “Cosa avevo trovato a Bergamo all’inizio del mandato e cosa c’è oggi a Roma? A Roma c’è tutto per far bene. A Bergamo ho potuto far bene perché il contesto intorno a me era compatto, il lavoro della società è stato straordinario. Anche la città piccola ha creato un clima ideale. Avevamo operato e costruito insieme. C’erano giovani e non solo, un nucleo centrale e forte. Pensate alle cessioni fatte, a come è stato reinvestito”.
“L’anomalia dell’Atalanta è stato giocare in Europa facendo utili. Non solo per merito mio ma soprattutto di una società capacissima di operare in sintonia con l’allenatore. Poi è un po’ cambiata, un po’ perché è cambiata la proprietà, un po’ perché non c’era più il papà a cui io ero molto legato…”, ha detto prima di lasciare commosso la sala stampa.